Il pricing in un e-commerce, quando si parte dall’analisi dei competitor, si definisce incrociando tre elementi: posizionamento del brand, prezzi di mercato e margini sostenibili. In pratica, non si copia il prezzo dei concorrenti, ma si usa come riferimento per capire dove collocarsi.
Un approccio corretto prevede di valutare:
- fascia prezzo dei competitor: basso, medio o premium;
- valore percepito dell’offerta: qualità, servizio, spedizione, garanzia, disponibilità;
- obiettivi commerciali: acquisire clienti, aumentare margine o differenziarsi;
- costi interni: prodotto, logistica, marketing, commissioni, resi.
Per esempio, se i competitor vendono un prodotto tra 29 e 39 euro, un e-commerce può posizionarsi a 34,90 euro se offre un vantaggio concreto, oppure a 29,90 euro se punta sulla competitività di prezzo e ha margini compatibili.
L’analisi dei competitor serve quindi a definire una forchetta di prezzo realistica, dentro cui costruire il proprio pricing in modo coerente con mercato e redditività.
Sintesi operativa: il pricing si definisce confrontando il mercato con i propri costi e obiettivi, per scegliere un prezzo competitivo ma sostenibile.