Per capire il target di riferimento partendo dalla pagina di ingresso, bisogna collegare origine del traffico e comportamento dell’utente. In pratica, non basta guardare la bounce rate: è più utile leggere insieme query di ricerca, annuncio, pagina atterrata e azione compiuta.
Ecco come fare:
- Analizza la query di origine: verifica quali parole chiave portano utenti sulla pagina. Se le query sono informazionali, il target è ancora in fase di ricerca; se sono transazionali, l’utente è più vicino all’acquisto.
- Controlla il messaggio dell’annuncio: confronta il testo dell’ad con il contenuto della landing. Se promessa e contenuto coincidono, il target è probabilmente ben allineato.
- Osserva la frequenza di rimbalzo insieme al tempo sulla pagina: un rimbalzo alto non sempre indica scarso interesse; può significare che l’utente ha trovato subito la risposta.
- Segmenta per dispositivo e canale: utenti da mobile, ricerca organica o campagne paid possono avere intenzioni diverse.
Esempio pratico: se una query è “preventivo sito web per hotel” e l’utente atterra su una pagina generica, il target è probabilmente più specifico di quanto la pagina comunichi.
Sintesi operativa: incrocia query/annuncio, contenuto della landing e segnali di engagement per definire con precisione il target di riferimento.