Per capire da quali siti poco pertinenti arrivano gli utenti tramite referral e come varia la frequenza di rimbalzo, conviene analizzare i referrer in Google Analytics (o in un tool simile) filtrando quelli con traffico reale ma bassa coerenza con il tuo business.
In pratica, i siti “poco pertinenti” sono spesso:
- directory generiche o siti aggregatori;
- forum o blog non allineati al settore;
- portali internazionali senza target;
- referral da siti che generano clic accidentali o traffico artificiale.
La frequenza di rimbalzo per questi referral può variare molto:
- può essere alta se gli utenti arrivano per errore o senza un interesse reale;
- può essere più bassa se il sito referral porta traffico curioso ma ancora in target di ricerca;
- può essere anomale se il referral è spam o bot, quindi il dato va letto con cautela.
Ti consiglio di confrontare:
- volume di sessioni per dominio referral;
- bounce rate;
- tempo medio sulla pagina;
- conversioni o eventi associati.
Sintesi operativa: individua i referral non pertinenti, separa traffico umano da spam e valuta la bounce rate insieme a tempo di permanenza ed eventi per capire se il traffico è davvero utile.