Per capire il target di riferimento, il primo passo è separare le landing page più visitate in base al canale di acquisizione. Una stessa pagina può infatti attirare pubblici diversi a seconda che il traffico arrivi da SEO, advertising, social o email.
Un approccio pratico è questo:
- Raccogli i dati per canale: organico, paid search, paid social, direct, referral, email.
- Individua le landing più performanti per ciascun canale: non solo per visite, ma anche per engagement e conversioni.
- Confronta il comportamento degli utenti: tempo sulla pagina, scroll, bounce rate, form compilati, click su CTA.
- Leggi l’intento dietro la visita:
- SEO: spesso utenti informativi o in fase di ricerca iniziale;
- Paid search: utenti con intento più vicino all’acquisto;
- Social: audience più ampia e meno qualificata;
- Email: utenti già ingaggiati o clienti/prospect noti.
- Collega le landing ai bisogni: ogni pagina rivela un interesse specifico, utile per definire segmenti, pain point e livello di maturità del contatto.
In pratica, non basta sapere quali pagine ricevono più traffico: va capito da dove arriva quel traffico e con quale intenzione.
Sintesi operativa: segmenta le landing per canale, confronta comportamento e conversioni, e usa questi segnali per identificare intenti e profili di target differenti.